[Calendario dell'Avvento 2025] Come identificare le esigenze degli utenti e delle aziende?

Benvenuti al nostro Calendario dell'Avvento 2025! Oggi, 2 dicembre, continuiamo la nostra esplorazione del processo dietro le quinte della creazione del prodotto, concentrandoci sul passaggio più fondamentale: il Scopri.

Ogni progetto inizia con una domanda: Quale problema stiamo realmente cercando di risolvere?

In un contesto in cui le imprese stanno accelerando, dove roadmap sono impegnati e le decisioni vengono prese rapidamente, la tentazione di correre subito alla soluzione è forte. Ma un prodotto rilevante, utile ed efficace si basa prima di tutto su un passaggio spesso sottovalutato: il comprensione genuina del problema — dal punto di vista degli utenti, ma anche da quello aziendale.

Questo è precisamente il ruolo della fase di Scopri.

In questo articolo condivido con voi un approccio concreto e pragmatico per identificare le esigenze, stabilire le priorità e gettare solide basi prima di passare alla modalità soluzione.

Il problema: il punto di partenza di qualsiasi prodotto che duri

Molti progetti falliscono non perché la soluzione sia cattiva, ma perché affronta... un falso problema.

Quando i progetti falliscono, quasi mai è perché la soluzione è stata mal eseguita. Nella maggior parte dei casi, è il problema iniziale a essere stato frainteso. Ci si concentra su un'intuizione, un sintomo o una richiesta esplicita, senza prendersi il tempo di convalidare la realtà del problema.

Prima ancora di progettare una funzionalità, è essenziale chiarire diversi elementi:

  • Chi è realmente interessato all'utente e cosa sta cercando di realizzare in un dato contesto?

  • Perché esiste questa difficoltà oggi e cosa la alimenta?

  • Qual è l'impatto concreto sull'attività dell'azienda: perdita di conversione, attrito eccessivo, costi operativi aggiuntivi, insoddisfazione dei clienti?

Prima di realizzare un prototipo, progettare o sviluppare, è necessario porsi tre domande:

Chi sta cercando di fare cosa? Dal punto di vista dell'utente: contesto, motivazioni, vincoli.

Perché questo problema esiste oggi? Quali sono le cause profonde? Quali sono gli agenti irritanti?

Cosa ostacola le prestazioni aziendali? Conversione, fidelizzazione, costi interni, perdita di fatturato, ecc.

Capire prima di agire fa risparmiare tempo, denaro... e molta frustrazione.

Quando queste tre dimensioni – utente, contesto e business – sono allineate, il problema diventa più chiaro. E un problema chiaro apre sempre la strada a soluzioni più semplici ed efficaci, meglio accettate dai team.

Identificare le esigenze degli utenti: un metodo in 4 fasi

Il primo passo è incontrare chi utilizzerà il prodotto. Non si tratta solo di teoria: nella pratica, scopriamo regolarmente che... intuizioni Intuizioni importanti emergono... semplicemente osservando una sessione utente. Comprendere le esigenze degli utenti non significa solo raccogliere feedback o condurre qualche intervista. Si tratta di immergersi nella loro realtà, osservare cosa fanno realmente e cogliere le sfumature che si perdono nelle affermazioni spontanee.

Osservazione contestuale

Prima di ascoltare, bisogna guardare.

L'obiettivo: comprendere il comportamento effettivo, non quello dichiarato.

L'osservazione contestuale è uno degli strumenti più potenti perché fornisce accesso alla verità su come gli utenti utilizzano effettivamente il sistema. Non si tratta solo di ascoltare ciò che gli utenti dicono; si tratta di osservare cosa fanno, dove esitano e come superano gli ostacoli. In pratica, questo spesso rivela comportamenti inaspettati: una scorciatoia imprevista, un percorso tortuoso per accedere alle informazioni o un punto del processo che innesca una vera e propria stanchezza cognitiva.

Queste osservazioni costituiscono spesso la intuizioni i più preziosi, perché rendono visibile ciò che altrimenti sarebbe rimasto implicito.

Esempi concreti:

  • Come fa un utente a cercare un prodotto su un sito di e-commerce?

  • Quali deviazioni o soluzioni alternative adotta?

  • Quale parte del viaggio ti sembra "stancante" o poco intuitiva?

Interviste qualitative

Poi vengono le interviste. Il loro ruolo non è quello di convalidare una soluzione o di ottenere un elenco di caratteristiche desiderate, ma di comprendere obiettivo profondo dell'utente. Esploriamo cosa sta cercando di ottenere e perché questo obiettivo è importante per lui.

Le conversazioni migliori sono spesso quelle in cui ci permettiamo di scavare più a fondo, di tornare indietro e porre domande semplici ma essenziali. Chiedersi ripetutamente "Perché?" è uno strumento straordinariamente efficace per scoprire la causa profonda di un problema, andando oltre le frustrazioni superficiali.

Il colloquio non è un test a risposta multipla, ma una conversazione guidata.

Stiamo cercando:

  • frustrazioni

  • aspettative

  • le sue motivazioni di fondo (ciò che VUOLE REALMENTE ottenere)

  • ostacoli invisibili (mancanza di fiducia, sovraccarico cognitivo…)

Suggerimento del designer: Chiedersi sempre "Perché?" tre volte è il modo migliore per arrivare alla radice del problema.

Analisi dei dati

I dati quantitativi completano questa comprensione. Non ci dicono... pourquoi gli utenti incontrano una difficoltà, ma mostrano con precisione Un tasso di abbandono anormalmente alto, una pagina che viene sistematicamente ignorata, una imbuto con un punto di rottura chiaro, una ricerca interna che rivela intenzioni non scoperte: ogni dato evidenzia un punto di interesse che merita di essere esplorato.

dai intuizioni le cose preziose sono già nascoste nel analitica :

  • percentuale di abbandono

  • pagine non visualizzate

  • imbuti bloccanti

  • heatmaps

  • ricerca interna

I dati non dicono il perché, ma indicano dove cercare.

Sintesi e riformulazione del bisogno

Una volta raccolte queste informazioni, la sfida è riformularle in modo semplice. Un buon bisogno dell'utente può essere espresso in una singola frase che specifichi la persona, il suo contesto e il suo obiettivo. Se questa frase rimane vaga o troppo generica, è segno che la comprensione non è ancora sufficientemente approfondita.

A questo punto dovresti essere in grado di formulare un'esigenza chiara:

"L'utente X, nel contesto Y, vuole realizzare Z, perché gli consente di..."

Se non riesci a formulare una frase semplice: la necessità non è chiara.

Identificare le esigenze aziendali: un allineamento essenziale

Un prodotto non serve solo agli utenti. Deve anche soddisfare obiettivi strategici dell'aziendaIgnorare questo aspetto spesso porta a dolorosi compromessi più avanti nel progetto.

Per identificare correttamente le esigenze aziendali, è utile chiarire fin dall'inizio cosa l'azienda sta cercando di ottenere. Si tratta di migliorare un KPI chiave, come il tasso di conversione o la fidelizzazione? Di convalidare un'ipotesi strategica? Di ridurre un costo interno o di ottimizzare un processo manuale?

Queste aspettative aiutano ad ancorare l' Scopri nella realtà operativa. Evitano inoltre malintesi quando i team si muovono in direzioni diverse.

Oltre agli obiettivi, il contraintes Questi devono essere chiaramente definiti fin dall'inizio: vincoli tecnici, dipendenze tra team, budget, scadenze, debito tecnico. Non sono ostacoli, ma un quadro di riferimento che aiuta a orientare le scelte.

Trovare l'equilibrio tra ciò che conta per l'utente, ciò che crea valore aziendale e ciò che è tecnicamente fattibile è il fondamento stesso di Pensiero sul prodotto.

Un prodotto non esiste solo per l'utente: deve essere al servizio della strategia aziendale.

Comprendere le sfide aziendali

Alcune domande essenziali:

  • Quale KPI necessita di miglioramento?

  • Quale ipotesi aziendale vogliamo convalidare?

  • Quali costi vogliamo ridurre?

  • A quale obiettivo di squadra o di gestione serve tutto questo?

Mappatura dei vincoli

Non sono un ostacolo, sono una cornice:

  • vincoli tecnici

  • budget, scadenze

  • dipendenze con altri team

  • debito tecnico

Allineamento delle questioni

Stiamo cercando di trovare l'intersezione tra:

  • ciò che è importante per l'utente

  • che crea valore aziendale

  • che è tecnicamente fattibile

Questo triangolo è la base del Product Thinking.

Riformulare il problema: la chiave per un buon allineamento

Per andare avanti, tutti devono guardare nella stessa direzione. Una volta raccolti gli elementi, la riformulazione diventa un esercizio essenziale. “Enunciazione del problema” consente di cristallizzare gli elementi chiave in una frase: il pubblico di riferimento, il contesto, il problema, il suo impatto e l'obiettivo perseguito.

Questo tipo di frase svolge un ruolo fondamentale. Serve come punto di riferimento comune, evita interpretazioni divergenti e consente a tutti gli stakeholder di valutare se le soluzioni proposte siano realmente pertinenti. Quando un dichiarazione problema C'è un consenso e il team può andare avanti sapendo che sta lavorando nella giusta direzione.

Lo strumento semplice ma formidabile: la "dichiarazione del problema"

Una sola frase che riassume tutto:

  • il pubblico di destinazione

  • il contesto

  • il vero problema

  • l'impatto negativo (utente/azienda)

  • l'obiettivo desiderato

Esempio:

"I clienti che cercano un paio di stivaletti da dispositivi mobili hanno difficoltà a filtrare i prodotti in modo efficace, il che genera frustrazione e un alto tasso di abbandono. Il nostro obiettivo è semplificare questo passaggio per facilitare il processo decisionale e aumentare la conversione."

Se questa frase è concordata = si può passare alla soluzione.

Il laboratorio di ideazione: il ponte tra problema e soluzione

Una volta chiarito il problema, è il momento di generare quante più idee possibili.

Ma non un metodo qualsiasi. Una volta chiarito il problema, è il momento di aprire il campo delle possibilità. L'ideazione non consiste nel trovare "l'idea giusta", ma nell'esplorare quante più strade possibili per poi convergere sulle soluzioni più promettenti.

Un buon workshop riunisce profili diversi e segue un preciso schema metodologico. Incoraggia la creatività, consentendo poi una selezione guidata dal problema effettivamente individuato.

Fu a questo punto che il rigore del Scopri rivela tutto il suo valore: l’ideazione diventa più ricca, più pertinente e soprattutto più radicata nei bisogni reali.

Un buon workshop di ideazione:

  • riunisce profili diversi (progettistaPO dev, affari...)

  • segue un chiaro quadro metodologico

  • Esplora prima di giudicare

  • converge verso percorsi realistici

Per aiutarti a organizzare un workshop efficace, ti fornisco una guida. Workshop di ideazione Miro (PDF) Scaricare.

Lo troverete in fondo all'articolo.

Conclusione: un buon problema, ben compreso, vale una soluzione brillante

Il successo di un prodotto non si ottiene solo rilasciando nuove funzionalità. Si tratta di comprendere le persone, i loro reali bisogni e trovare un equilibrio con gli obiettivi aziendali.

La Scopri Non è una perdita di tempo: è ciò che evita di sprecare mesi di tempo in seguito.

E quando tutti sono allineati sul problema, le soluzioni diventano improvvisamente... ovvie.

>> Regalo : Scarica la scheda del tuo workshop di ideazione (PDF): Scheda del workshop di ideazione di UX Republic (PDF)

 


Guglielmo Martino

Progettista del prodotto
UX-Repubblica